Il Lago d'Orta è il più occidentale dei laghi prealpini italiani: tredici chilometri d'acqua tra la provincia di Novara e il Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte, separati dal Lago Maggiore soltanto dal crinale del Mottarone. È il più piccolo dei grandi laghi del Nord, e questa è precisamente la ragione per cui chi lo raggiunge tende a tornarci. Si può percorrere per intero in una giornata; non lo si conosce in una giornata.

Chi arriva per la prima volta ha davanti una geografia semplice. Una sponda orientale, dove si trova Orta San Giulio con la sua penisola. Una sponda occidentale più silenziosa, fatta di paesi affacciati sull'acqua. Un'isola al centro, che si guarda da ovunque e che cambia a seconda dell'ora. Ed è da lì che quasi tutti cominciano.

Orta San Giulio, il centro storico da cui parte tutto

Orta San Giulio è il borgo che dà il nome al lago, e il punto di partenza naturale per capirlo. Il centro storico si sviluppa su una penisola che entra nell'acqua, con vicoli lastricati che scendono verso la riva e palazzi dei secoli XVI e XVII con le facciate ancora dipinte.

Il cuore è Piazza Motta, che i locali chiamano semplicemente "il salotto": un lato aperto sul lago, gli altri tre chiusi da portici e caffè, e di fronte il Palazzo della Comunità del 1582, con la loggia al piano terra e la sala consiliare affrescata sopra. Da qui partono i battelli per l'isola.

Vale la pena percorrere il centro storico presto, prima delle dieci, quando le vie sono ancora vuote e la luce arriva bassa dall'acqua.

L'Isola di San Giulio, a duecento metri dalla riva

L'Isola di San Giulio è il luogo più fotografato del lago e, paradossalmente, il più silenzioso. Si raggiunge in cinque minuti di battello da Piazza Motta, con corse frequenti durante tutta la stagione, oppure con i taxi-boat privati che partono anche dalla sponda occidentale.

Sull'isola c'è una sola strada, che la percorre tutta e ritorna. È la Via del Silenzio e della Meditazione: lungo il muro, targhe con frasi brevi invitano chi cammina a rallentare. Non è un percorso lungo (venti minuti a passo tranquillo) ma è pensato per non essere fatto in fretta.

Al centro dell'isola si trova la Basilica di San Giulio, di fondazione romanica, con un pulpito in serpentino nero del XII secolo che è tra i più notevoli del Piemonte. Il resto dell'isola è occupato dall'abbazia benedettina Mater Ecclesiae, dove vive una comunità di monache: non è visitabile, e questo contribuisce al silenzio.

La leggenda vuole che nel 390 d.C. Giulio, evangelizzatore di origine greca, abbia attraversato il lago sul proprio mantello per liberare l'isola dai serpenti e dai draghi che la abitavano, e vi abbia fondato la sua centesima chiesa. Che sia storia o racconto, l'isola conserva ancora quella qualità sospesa.

Il Sacro Monte di Orta, patrimonio UNESCO

Sopra il borgo, raggiungibile a piedi in una ventina di minuti dal centro, si trova il Sacro Monte di Orta, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2003 insieme agli altri Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia.

È un percorso devozionale costruito tra il 1590 e il XVIII secolo: venti cappelle immerse in un bosco di castagni, ciascuna dedicata a un episodio della vita di San Francesco d'Assisi, con statue a grandezza naturale in terracotta e affreschi alle pareti. Si sale lentamente, e a ogni tornante la prospettiva sul lago si apre un poco di più.

Chi lo affronta a metà mattina, o nel tardo pomeriggio, lo trova quasi deserto.

La sponda occidentale: Pella, Alzo, la Madonna del Sasso

Sull'altra riva il ritmo cambia. Pella è un paese di pescatori affacciato sull'acqua, con l'approdo da cui ancora oggi partono le processioni in barca verso l'isola. Poco fuori dal centro si trova la chiesa romanica di San Filiberto, l'unica in Italia dedicata a questo santo, con un campanile che risale agli anni tra il 1075 e il 1110, il più antico della costa occidentale del lago.

Salendo verso l'alto si arriva alla Madonna del Sasso, un santuario settecentesco costruito su uno sperone di granito rosa a più di seicento metri sul livello del mare. Da lassù il lago si vede per intero, dall'estremità di Gozzano fino a Omegna, con l'isola ridotta a un punto verde al centro. È il punto panoramico più alto e più completo di tutto il bacino.

Da questa sponda l'Isola di San Giulio si guarda di fronte, non dall'alto: una prospettiva diversa, e meno frequentata.

I borghi intorno al lago e i dintorni

Il resto del perimetro merita tempo. Pettenasco ha un lungolago tranquillo e alcune delle spiagge più accessibili. Gozzano, all'estremità meridionale, conserva la Torre di Buccione, torre di avvistamento del XII secolo al centro dell'omonima riserva naturale. Omegna, a nord, è la città del Cusio: qui sono nate Alessi, Bialetti e Lagostina, e il Forum Museo del Casalingo racconta come il design italiano degli oggetti quotidiani sia partito da queste rive.

Chi ha più tempo può spingersi fino alla Valle Strona, o attraversare verso il Lago Maggiore e le Isole Borromee, a meno di quaranta minuti d'auto.

Quanto tempo serve per vedere il Lago d'Orta

In un giorno si visitano Orta San Giulio e l'Isola di San Giulio, con la salita al Sacro Monte nel pomeriggio. È il programma più diffuso e funziona, ma lascia fuori tutta la sponda occidentale.

In due giorni si aggiungono Pella, San Filiberto e la Madonna del Sasso, e resta spazio per un giro in barca sul lago o per una passeggiata sui sentieri sopra i paesi.

In tre giorni il perimetro si chiude: Omegna e il Cusio, Pettenasco, le spiagge, eventualmente un'escursione in e-bike lungo le rive. Tre giorni sono anche il tempo minimo perché il lago smetta di essere un luogo da vedere e cominci a essere un luogo in cui stare.

Come arrivare e come muoversi

Il lago si raggiunge in circa un'ora d'auto da Milano Malpensa e in un'ora e mezza da Milano centro. In treno, la linea Novara–Domodossola serve le stazioni di Gozzano, Orta-Miasino, Pettenasco e Omegna. Le due sponde sono collegate dalla SP229 a ovest e dalla SP46 a est, e il periplo completo in auto richiede poco meno di un'ora.

Ma il modo più coerente per muoversi resta l'acqua. Il servizio di navigazione collega Orta, l'isola, Pella e Omegna; d'estate le corse sono frequenti, fuori stagione conviene verificare gli orari.

Ad affacciarsi sull'acqua, sulla sponda di Pella, c'è Casa Fantini/Lake Time: una casa più che un albergo, dove il tempo del lago detta il ritmo delle giornate e l'Isola di San Giulio si guarda dalla terrazza, di fronte, mentre la luce cambia. È da qui che molti dei luoghi raccontati in queste righe si raggiungono a piedi, in barca o in bicicletta.